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11 ottobre 2018
Da Villa Elda riemerge la biblioteca Michelstaedter






Una nuova scoperta libraria della Drogheria 28.

Il 14 ottobre, per Domenica di carta, alla Bsi. In occasione dell'apertura straordinaria per "Domenica di carta 2018", il 14 ottobre, dalle 10 alle 18, la Biblioteca statale Isontina propone due appuntamenti d'eccezione. Al primo piano della biblioteca, alle 16, in collaborazione con l'associazione Amici di Israele di Gorizia, si terrà l'incontro “Da Villa Elda riemerge la biblioteca Michelstaedter”, con la presentazione del fondo Morpurgo-Michelstaedter, con volumi posseduti da Carlo Michelstaedter e da suo padre Alberto, di recente acquisito. L'incontro comprenderà l'illustrazione del fondo librario, che ha permesso di aumentare di quasi duecento titoli la "biblioteca Michelstaedter" e la conoscenza dei libri di proprietà del filosofo goriziano. Parteciperà il professor Sergio Campailla, dell'università di Roma Tre, il maggior studioso dell'opera michaelstaedteriana. L'evento si tiene anche in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, dedicata al tema "Storytelling - La storia siamo noi".

La storia del ritrovamento di questi volumi è affascinante: furono infatti riposti con amore da Elda, sorella di Carlo Michelstaedter, in un un cassone da viaggio che miracolosamente scampò alle perquisizioni delle SS durante la seconda guerra mondiale e di cui poi sbiadì la memoria. La cassa era stata affidata nel 1943, probabilmente proprio da Elda, alla famiglia di Franca Bertoldi, all'epoca conoscente dei Michelstaedter. Franca tutt'ora ricorda come la nonna le parlasse di questo cassone come di un bene da tenere con cura, perché ricevuto in custodia.

Dentro uno dei volumi, sono stati ritrovati anche due fogli battuti a macchina cui Elda affidava tutti i suoi timori, che si riveleranno purtroppo più che fondati, per l'avvenire della sua famiglia (i Michelstaedter, lo ricordiamo, erano ebrei) e dei suoi beni. “Piccolo elenco – vi si legge - dei libri di famiglia conservati presso la casa Morpurgo-Michelstaedter e riposti per sicurezza in un cassone da viaggio. Da tenere con cura e in grave caso dare a mia sorella Paula”.

Per tale lungimirante atto d'amore di Elda è giunta fino a noi, quindi, questa preziosa raccolta di più di un centinaio di volumi, di cui una trentina sono quelli appartenuti proprio a Carlo. Nata a Gorizia nel 1879, Elda era la seconda figlia di Alberto ed Emma Michelstaedter, aveva 6 anni più di Paula e 8 anni più di Carlo. Andò sposa a Silvio Morpurgo, restò però sempre in stretto contatto con la famiglia d'origine. Carlo, di lei, eseguì due ritratti, un acquerello e un olio. I tempi, purtroppo, si rivelarono ben presto estremamente difficili: Silvio Morpurgo, medico, ricordato con affetto dai poveri a cui non chiedeva parcella per le sue visite, non potè più esercitare dopo l'emanazione delle leggi razziali e morì nel 1941. I tedeschi entrano a Gorizia il 12 settembre 1943. Mentre la retata degli ebrei goriziani, compresa la madre di Carlo, Emma (che aveva 89 anni), ebbe luogo la notte del 23 novembre 1943, si ha notizia che Elda fosse stata arrestata già prima, il 9 novembre, sembra perché si trovava nei pressi della sua casa per verificarne le condizioni. Venne deportata ad Auschwitz insieme alla madre, che morì durante il viaggio, e agli altri ebrei goriziani. Durante il tragitto, Elda confortò e incoraggiò i suoi compagni di sventura. Morì il 26 dicembre 1944 nel lager di Ravensbrück, a 65 anni.

Il cassone con i libri, importante testimonianza su Carlo e sulla sua famiglia, era stato però intanto conservato con cura dalla famiglia Bertoldi, cui era stato affidato, ed è arrivato intatto fino ai nostri giorni, quando, da un'amicizia in comune, il libraio antiquario Simone Volpato è venuto a conoscenza dell'esistenza di questo cassone, riportandone alla luce il prezioso contenuto.

Il pomeriggio di domenica, con la presentazione ufficiale del fondo alla Biblioteca statale Isontina, sarà quindi un'occasione, per tutta la comunità goriziana e non solo, di conoscere meglio questa ritrovata testimonianza, che fa nascere nuovi, interessanti spunti di studio sulla figura di Carlo Michelstaedter.








27 settembre 2018
Convegno Biblioteca Nazionale di Roma






Biblioteca Nazionale di Roma, 27 settembre 2018. Convegno sulle nuove acquisizioni di Spazi900. Da Morante a Saba, da Penna a Pittoni.








01 giugno 2018
La biblioteca di Virgilio Giotti e il suo sodalizio con la libreria di Umberto Saba






Umberto Saba e Virgilio Giotti, le due anime poetiche di Trieste. Attraverso questo volume si analizzano quattro aspetti. Primo, la private press che questo geniale duo creò sotto l'egida della Libreria antiquaria di Saba, creando plaquette per bibliofili in modo tale da poter vivere e alimentare la libreria. Secondo, la vicenda burocratica, umana e bibliografica della Libreria di Saba e il suo gigioneggiare sul fatto di non esser un mercante saputo nella vendita dei libri. Terzo, gli scambi librari tra la Libreria di Saba, da lui definita la propria libreria personale e la biblioteca "picia" di Giotti. Infine, quarto, la biblioteca di Giotti e le presenze di Montale, Barile, Valeri, Penna. Quando Trieste era veramente centro della cultura letteraria "italiana" del Novecento.

Prefazione di Anna Modena, la migliore specialista di Giotti. Prezzo euro 15.








27 febbraio 2018
Studi Goriziani 110-2017






Nuova veste grafica e ingresso di privati nella storica pubblicazione della rivista della Biblioteca statale isontina Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Studi Goriziani. Dal numero 110, da pochi giorni in distribuzione, la genesi della rivista nata nel 1923 è affidata, oltre che alla Bsi, anche alla Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste.
Molto ricco e diversificato l'indice degli argomenti trattati dagli studiosi selezioni. Si apre con il saggio a due mani di Fabiana Savorgnan di Brazzà e Federico Vicario, dedicato alla felice monacazione della friulana Elisabetta Antonini, ricostruita in base al carteggio datato 1776-1781. Segue, di Gabriella Norio, "Quante idee per ricordare papà nelle lettere inedite fra Anita Pittoni e Linuccia Saba", un avvincente testo sul destino di pagine inedite del poeta, in relazione anche a progetti posteriori alla sua morte del critico Giacomo Debenedetti e degli intellettuali triestini del tempo come Quarantotti Gambini, Carlo Levi e Giani Stuparich. Pericle Camuffo propone un articolo sul poeta e scrittore friulano Luciano Morandini (San Giorgio di Nogaro 1928 - Buja 2009) mentre Sergio Tavano prende spunto da un carteggio di Pietro Gobetti della prima metà del secolo scorso, per tratteggiare un'ampia analisi sulla vita culturale e sociale di Gorizia nel periodo. Attiene ai fatti tragici accaduti durante la guerra di liberazione nel paese di Stanoviš e il saggio di Ivo ┼Żajdela, tradotto da Giovanni Toplikar con introduzione di Franco Miccoli. Di arte scrivono Matteo Colovatti e Lidia Da Lio. Il primo dedicando un testo al fondo Cernigoj Foschiatti della collezione d'arte dell'Università di Udine e la seconda alla collezione Sottile di Gino de Finetti. Spaziano dalle opere calligrafiche, alle poesie e ai libri d'artista le pagine dedicate da Franco Rosso all'artista triestina Claudia Razza. Concludono la pubblicazione Marco Menato, direttore della Bsi, che sigla un testo sulla figura di Amalia Pezzali (Pavia 1919- Roma 2015) direttore della Biblioteca goriziana per tre mesi, dall'agosto al settembre del 1974, mentre Federico Santini propone un ritratto di Bruno Fedrighelli, maestro stampatore d'arte. La pubblicazione, che ha periodicità annuale e un costo di 20 euro per 108 pagine, è uscita nelle librerie anche grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva.








03 novembre 2017
Gorizia magica. Libri e giocattoli per ragazzi 1900-1945






La mostra sarà aperta fino ai primi giorni di gennaio 2018.

 

Verne, Salgari, Collodi, De Amicis, Yambo: i bambini d’inizio Novecento leggevano solo questi autori o vi è uno scaffale segreto? Durante la Grande Guerra quali libri per ragazzi circolavano? E nel 1945, quei bambini cosa ricordavano delle loro letture? Sono queste alcune delle domande cui cerca di dare risposta la mostra “Gorizia magica. Libri e giocattoli per ragazzi (1900-1945)”, che sarà inaugurata giovedì 27 aprile, alle 18, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, dove rimarrà visitabile fino al 10 dicembre. Il titolo rimanda a Gorizia intesa come baricentro di un ampio territorio che comprende la Venezia Giulia, il Friuli e la Sloveniache funge allo stesso tempo da scenario e da punto di partenza per raccontare tante fiabe che possono ambientarsi ovunque la fantasia decida di collocarle. Curata da Simone Volpato (Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste) e da Marco Menato (direttore della Biblioteca Statale Isontina), la rassegna è promossa e sostenuta dalla stessa Fondazione e vede la collaborazione della Ludoteca del Comune di Gorizia e della Biblioteca “Fiegel” di Gorizia. Dagli scaffali di collezionisti privati e di istituzioni pubbliche sono riemersi molti libri illustrati e giocattoli didattici di pregio, che mettono in moto sentimenti, emozioni, ricordi: gli alfabetieri del negozio di Ida Sello a Udine, che seguiva i metodi Montessori e Froebel e riforniva gli asili della regione; la produzione della Editoriale Libraria di Trieste, che acquisiva le illustrazioni tedesche e traduceva i testi in italiano; libri e album illustrati da Cambellotti, Rubino, Angoletta, Riccobaldi, fino a Bruno Munari; e ancora “Il giornalino della domenica” e le collane “La bibliotechina de la Lampada” di Mondadori e i “Librini del cuccù” della Salani; ed infine la grafica di Cernigoj e Bambic applicata a sognanti fiabe slovene. Sì, perché “Gorizia Magica” è una mostra trilingue, così come la Venezia Giulia di quegli anni, fervido luogo di contaminazione tra le culture italiana, slovena e tedesca. Una potente macchina dell’immaginazione pulsava nella Gorizia letteraria nella prima metà del XX secolo, dove la Biblioteca civica, poi Statale Isontina, aveva il suo scaffale magico, dove Carlo Michelstaedter e Carolina Coen Luzzattoscrivevano fiabe e dove il Circolo Artistico di Gorizia, fucina di futurismo, mediava tra le varie lingue e stili, in primis quello della Wiener Werkstätte, abbattendo qualsiasi confine. Perché la fantasia non può aver alcun confine.

 

 

 

 







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